VITA

Tommaso Moro, forma italianizzata di Thomas More, fu umanista e uomo di stato inglese. Nato nel 1478 a Londra, fu giovanissimo al servizio del Lord Cancelliere. L’arcivescovo di Canterbury Morton lo indirizzò agli studi umanistici a Oxford e a quelli giuridici a Londra. La passione per il mondo classico, insieme allo studio per la Bibbia e del padri della Chiesa, ne fecero presto un esponente di primo piano della cultura umanistica ed erasmiana. Nel 1499, il giovane Tommaso Moro conobbe Erasmo da Rotterdam e ne rimase affascinato, rimanendo a lui successivamente legato da amicizia e stima. Incerto se dedicarsi alla vita religiosa o alla carriera forense e attratto dalla vita contemplativa, si trovò invece, per circostanze indipendenti alla sua volontà, a svolgere importanti funzioni pubbliche, in cui cercò sempre di far valere un’istanza di più alta moralità e di moderazione. Membro del Parlamento nel 1504, si scontrò con Enrico VII, facendo ridurre dalla Camera dei Comuni la somma da lui richiesta per le nozze della figlia Margherita con il re di Scozia. Rapidissima fu la sua carriera politica per il favore concessogli da Enrico VIII: vicesceriffo di Londra (1510), ambasciatore nelle Fiandre (1515) e a Cales (1517), membro del consiglio privato della Corona (1518), vicetesoriere (1521), presidente della Camera dei Comuni (1523), cancelliere dei ducato dei Lancaster (1525). Consigliere stimato e ascoltato dal monarca, si oppose nettamente alla sua idea di chiedere l’annullamento del matrimonio con Caterina D’Aragona. Enrico VIII, anziché esautorarlo, gli offrì  per ingraziarselo, il cancellierato del regno. Moro accettò con qualche remora, sebbene il re gli garantisse piena libertà di coscienza. Moro fu il primo laico a ricoprire tale incarico. Nel 1531 Enrico pretese di essere riconosciuto dal clero capo supremo della Chiesa inglese “fino a dove lo consente la legge di Dio”. Poco dopo Moro ricevette l’incarico di presentare in parlamento i risultati delle consultazioni tenute nelle università sulla legittimità del matrimonio di Enrico VIII. Moro si limitò a leggere le motivazioni del monarca che personalmente non condivideva. Nel 1532, al primo atto ufficiale di sottomissione al re del clero d’Inghilterra (a cui avrebbe fatto seguito nel 1534 l’atto di supremazia) si dimise, ritirandosi a vivere a Chelsea, con la seconda moglie, Alice Middelton, sposata nel 1511, e con i figli avuti dal primo matrimonio con Jane Colt. Da questo momento nacquero una serie di scontri con il sovrano che culminarono con l’arresto nel 1534. Moro rimase imprigionamento nella Torre di Londra fino al 6 luglio 1535, data della sua morte per decapitazione. La Chiesa cattolica lo ha considerato come uno dei primi martiri provocati dallo scisma anglicano e lo ha canonizzato nel 1935. La sua festa ricade il 22 luglio.