Presentato il 17 marzo 2017 il Rapporto Italiani nel mondo 2016

Lo scorso 17 marzo 2017, presso l’Auditorium diocesano “Papa Francesco”, è stato presentato il Rapporto Italiani nel mondo 2016. La presentazione si inserisce nel ciclo di conferenze promosso dal Centro Studi Sociali Tommaso Moro per l’anno 2017. La dott.ssa Delfina Licata, responsabile del settore studi e ricerche della Fondazione Migrantes e curatrice e caporedattrice del Rapporto Italiani nel Mondo, ha analizzato i dati del Rapporto sulla mobilità italiana nel mondo, toccando le diverse forme e motivazioni che inducono gli italiani ad emigrare. Una ricerca importante come sottolineato dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nel messaggio a mons. Perego, presidente della Fondazione Migrantes.
Il quadro che emerge dal lavoro dei ricercatori è di grande interesse e, mentre ci guida, senza pregiudizi, nell’esame del fenomeno, ci spinge a cercare soluzioni che consentano di trarre giovamento dai flussi migratori, eliminando i rischi. Il nostro Paese ha una storia antica di emigrazione. Una storia di sofferenze e di speranze. Una storia di riscatto sociale, di straordinarie affermazioni personali e collettive, ma anche di marginalità patite e di lacerazioni. Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze. La mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate. I flussi migratori che guardano oggi all’Europa e agli Stati Uniti hanno una portata di durata epocale. Affrontarli con intelligenza e con visione è necessario per costruire un mondo migliore con lo sviluppo dei Paesi di origine. La conoscenza e la cultura hanno un grande compito: aiutarci a vivere il nostro tempo cercando di essere costruttori e artefici di uno sviluppo sostenibile, che ponga al centro il valore della persona umana. La nostra cultura, del resto, è anche l’immensa ricchezza che gli italiani, nel tempo, hanno seminato nel mondo, abbellendo e rendendo più prosperi tanti territori nei diversi continenti. E questa cultura è poi tornata, accresciuta, nella nostra comunità”.
Delfina Licata, nel suo intervento, ha egregiamente sintetizzato i temi principali della ricerca: la mobilità dei giovani e dei giovani adulti in cerca di lavoro o per motivi di studio, la mobilità dei pensionati che risulta in crescita, la mobilità di chi per lavoro è costretto a spostarsi. Di notevole interesse l’analisi dell’operosità degli italiani nel mondo, i quali hanno trasferito il proprio sapere, non solo accademico, nel paese di accoglienza, trasformandolo in proficua occasione di rilancio.

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